Modello Italia, un’emergenza trasformata in catastrofe

La catastrofe del Coronavirus in Italia insegna che al centro di una visione sana della politica vi è l'idea-guida che in ultima istanza la legittimità dei pubblici poteri trovi la propria radice nella tutela del popolo e dei suoi interessi.

Da alcuni giorni in Cina non si registrano nuovi casi di Coronavirus. Resta da vedere se nell’Impero di Mezzo ci sarà una seconda ondata di contagi, ma Pechino sembra aver vinto il primo round contro la pandemia.

Modello Italia

Nel frattempo, i cittadini italiani e la comunità internazionale assistono sgomenti alla catastrofe sanitaria nel Bel Paese, dove a un mese dai primi contagi nel Nord Italia i morti sono più numerosi che in Cina e molte strutture ospedaliere sono sull’orlo del collasso.

La Cina ha vinto il primo round con il Coronavirus

L’Italia ha circa 60 milioni di abitanti, la Cina oltre 1,4 miliardi. A fronte di questo disastro, diversi motivi suggerirebbero di evitare di sbandierare ai quattro venti un surreale “Modello Italia”.

Eccone alcuni: ragione, misura, buon gusto e – in prospettiva – senso del ridicolo. Già l’Italia è definita dai media internazionali “nuovo epicentro della pandemia“. Oggi, nel mondo si inneggia alla solidarietà. Domani, a emergenza finita, l’Italia rischia di diventare la barzelletta delle cancellerie.

Il lugubre primato del governo Conte-M5S-Pd: Italia prima al mondo per morti di Coronavirus

Quando si era ancora in tempo, infatti, invece di adottare le misure necessarie, il governo Conte-M5S-Pd ha cavalcato l’emergenza Coronavirus per lanciare l’ennesima campagna contro il “razzismo” di chi proponeva misure di profilassi per contenere il contagio.

L’irresponsabile scelta del governo Conte di puntare l’indice sul “virus del razzismo” invece di lottare contro il Coronavirus ha avuto per effetto un’impreparazione catastrofica, che diverse migliaia di italiani hanno pagato – e pagheranno – con la vita.

Primo, scegliendo di strillare al razzismo il governo Conte ha incoraggiato – non senza risultati tragicomici – i cittadini a sottovalutare la pericolosità del covid-19 invece di invitarli alla prudenza. Secondo, l’esecutivo ha perso settimane preziose per preparare l’Italia alla tempesta che si profilava all’orizzonte. Così facendo, il governo Conte ha lasciato che un’emergenza sanitaria diventasse una delle crisi più gravi della storia d’Italia.

Modello Italia: strillare al razzismo invece di affrontare l’epidemia. Così il governo Conte ha trasformato un’emergenza in una catastrofe

L’irresponsabilità del Conte bis è aggravata da diverse circostanze. Da un lato, il 27 gennaio, il premier Conte sosteneva in televisione che l’Italia era pronta ad affrontare l’emergenza. Dall’altro, i fatti suggeriscono che il governo avesse chiara la gravità della situazione.

Infatti, nel silenzio dei più, lo scorso 31 gennaio il Consiglio dei ministri ha dichiarato lo stato di emergenza nazionale per 6 mesi (DPCM del 31 gennaio 2020, pubblicato su Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana n. 26 del 1 febbraio 2020). Poi, per settimane, l’esecutivo ha tergiversato, come dimostra la catastrofe nella quale ha precipitato l’Italia.

Non sono state attrezzate per tempo strutture per curare i pazienti più gravi. Niente protocolli di crisi, che mettessero sul tavolo la protezione mirata degli anziani, la circoscrizione geografica dei focolai di infezione, l’individuazione delle attività lavorative vitali per la nazione. Nessun pacchetto di misure per sostenere il reddito di cittadini e aziende da un lato e proteggere settori e compagnie strategici dall’altro. Niente concertazione preventiva in sede Ue di misure sanitarie e economiche su scala europea: un’iniziativa che avrebbe dato all’Italia la leadership continentale nella gestione della crisi.

L’Italia combatte una delle sfide più gravi della sua storia con uno dei governi più inadeguati

Preso in contropiede dall’esplodere della pandemia nel Nord Italia a fine febbraio, il governo Conte ha mostrato tutti i suoi limiti. Di capacità politico-strategica, prima ancora che operativi.

Nessuna unità di indirizzo politico. Conferenze stampa notturne. Lo stillicidio di decreti. Informative ai cittadini al limite del criminoso. Ripetute smentite e controsmentite fra membri di governo. Scandalose fughe di notizie e conseguente panico fra la popolazione. Gravi violazioni delle libertà costituzionali. Gaffes puerili di ministri che non sembrano ancora aver capito la portata della catastrofe. Misure di sostegno all’economia ideologiche, insufficienti e incoerenti. Un numero di morti superiore alla Cina. Tutto questo è il logico risultato della totale assenza di una visione strategica.

Si palesa, impietoso, un dato politico: l’Italia si ritrova a combattere una delle più gravi sfide della sua storia con in sella uno dei governi più inadeguati. Un tema, questo, che al termine della pandemia dovrebbe essere posto al centro del dibattito nazionale.

La tutela del popolo è la radice ultima della legittimità dei pubblici poteri

Non resta che sperare in un intervento deciso da parte della Presidenza della Repubblica, ricordando che al centro di una visione sana della politica vi è l’idea-guida che in ultima istanza la legittimità dei pubblici poteri trovi la propria radice nella tutela del popolo e dei suoi interessi. Una legittimità che i governi conquistano ogni giorno dando prova di capacità nell’affrontare la contingenza.

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