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Interesse nazionale e politica internazionale: analisi, commenti e prospettive.

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Benvenuti su Diplomazia italiana, un progetto che intende mettere a disposizione del pubblico analisi e prospettive sul ruolo e gli interessi dell’Italia nella politica internazionale.

Interesse nazionale e politica internazionale: analisi, commenti e prospettive

Negli ultimi anni, l’attualità internazionale ha fatto registrare due dinamiche che interessano il nostro Paese, e che sono alla base del progetto Diplomazia italiana.

La prima concerne la natura sempre più competitiva che hanno assunto le relazioni internazionali: tutti i principali attori hanno varato politiche molto assertive di perseguimento dei propri interessi, anche a discapito di paesi considerati amici.

La seconda riguarda specificamente l’Italia, che per diverse ragioni non sembra riuscire ad adeguarsi alla crescente intensità della competizione, subendo di conseguenza vari rovesci diplomatici che hanno danneggiato i nostri interessi.

La guerra alla Libia, l’irrigidimento dei rapporti fra area euroatlantica e Russia, la semi-fallimentare campagna per il seggio al Consiglio di Sicurezza Onu, il recente scacco sulla candidatura italiana per ospitare l’Ema a Milano. E poi casi che riguardano cittadini italiani, come la questione dei Marò o il tragico caso Regeni.

Una serie di insuccessi che, se esaminati con il metodo del realismo politico, appaiono logici e prevedibili alla luce della inadeguatezza delle politiche e degli strumenti di volta in volta adottati dal nostro Paese.

Il progetto Diplomazia italiana raccoglie l’esperienza svolta nell’interesse del Paese da professionisti ed esperti provenienti dal mondo accademico, dal giornalismo, dalla carriera diplomatica e dalle forze armate, mettendo a disposizione del pubblico punti di vista in chiave di realismo politico su quelli che sono oggi il ruolo e gli interessi dell’Italia nella politica internazionale.

Il contributo di Diplomazia italiana vuole essere una reazione agli insuccessi degli ultimi anni, nella convinzione che l’Italia può darsi le politiche e gli strumenti adeguati per perseguire nel modo più efficace i propri interessi nazionali.

Per questo, Diplomazia italiana non è un osservatorio neutrale.

Il nostro impegno, che vuole essere anche una ideale prosecuzione della nostra attività lavorativa, ha alla base una precisa scelta di valori da cui discende una chiara visione del ruolo dello Stato, della tutela dei cittadini, della natura delle relazioni internazionali e dell’interesse nazionale, dei settori e delle aree a cui attribuire maggiore priorità.

Per Diplomazia italiana il compito primario dello Stato è promuovere e difendere la comunità nazionale.

La tutela del popolo e dei suoi interessi è l’unica fonte della legittimità dei pubblici poteri. Di conseguenza, l’interesse nazionale va individuato in tutto ciò che garantisce la sicurezza e la crescita materiale e morale dei cittadini.

La diplomazia è uno strumento a favore e nell’interesse del popolo.

L’Italia deve riappropriarsi del suo ruolo e del suo prestigio internazionale. Paese membro del G7, ha un ruolo chiave nella Nato ed è tra i principali contributori alle missioni di pace Onu, è Paese fondatore dell’Unione europea: mai più dovrà subire fallimenti come quelli degli ultimi anni, che ne hanno minato la credibilità.

Questi insuccessi sono il logico risultato di una cultura politica e diplomatica dove la forma ha prevalso sulla sostanza, la ricerca preventiva di alibi sull’impegno negoziale, l’autoreferenzialità sul comprendere interessi e ragioni dell’interlocutore.

Affinché questi insuccessi non abbiano a ripetersi, l’Italia deve saper identificare con chiarezza e trasparenza i suoi interessi nazionali. Su questa base, occorre elaborare una politica estera le cui priorità vanno stabilite da un tavolo strategico e approvate dal Governo a inizio legislatura, adeguandole se necessario all’evoluzione del quadro internazionale.

Le relazioni internazionali sono oggi caratterizzate dalla crescente competizione fra Stati. L’Italia deve assicurare ai propri cittadini una cornice regionale stabile costruita su rapporti di rispetto e di buon vicinato con i Paesi vicini, missioni militari subordinate a obiettivi di interesse nazionale e solo in scacchieri strategici, accordi bilaterali per il rimpatrio dei clandestini, utilizzando con determinazione la leva degli aiuti e della cooperazione.

L’Italia è al centro del Mediterraneo, la cui stabilità è un obiettivo vitale. Occorre rilanciare il nostro ruolo di facilitatore del dialogo fra gli attori regionali, per riconquistare l’affidabilità che sino a pochi anni fa faceva dell’Italia il protagonista ineludibile della politica mediterranea, nonché il portavoce dei Paesi della regione in ambito multilaterale. 

L’Italia affonda le sue radici in un’Europa ellenica, romana, cristiana e germanica. Occorre restituire allo spirito europeo il suo significato originario: unire, salvaguardandone costumi e tradizioni, i popoli del continente.

Nessun altro campo d’azione necessita come quello europeo di una precisa ridefinizione dell’interesse nazionale italiano. La Brexit è destinata a creare in seno all’Unione europea un vuoto di potere che andrà colmato. L’Italia deve cogliere questa opportunità: non farlo significherebbe creare un danno irreparabile per le prossime generazioni di italiani.

Il progetto Diplomazia italiana ha un’ambizione: offrire prospettive chiare e di facile comprensione. Si intende avvicinare il pubblico alla politica internazionale, perché è la politica per eccellenza, quella che incide sui Paesi in modo profondo e a lungo termine, esercitando un’influenza immediata sulla vita dei cittadini.

Su Diplomazia italiana non si fa opera di convincimento a favore di questa o di quella tesi. Si propongono punti di vista, si stimola la curiosità e la riflessione di chi desidera capire meglio l’attualità internazionale e le sue dinamiche. Per questo, oltre ad articoli e dossier di approfondimento, si propongono anche consigli di lettura e commenti su articoli e documenti.

Benvenuti su Diplomazia italiana.

Questo articolo è pubblicato anche su ItaliaNotizie24.it

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